Occorre sottolineare due punti essenziali ai fini del Progetto Arianna: proprio per le loro caratteristiche i moduli possono evolvere autonomamente e al contempo convergere tra loro sulla base di nuove proprietà acquisite, grazie a ben definite regole di interazione/scambio informativo (design rules). In sostanza, l’assetto modulare consente di perseguire varietà evolutiva e stabilità funzionale, nel senso che è possibile realizzare determinati obiettivi funzionali e eventualmente cambiarli, a seconda delle interazioni con componenti di un ambiente tecno-economico in evoluzione. E’ chiaro che la tendenza alla modularizzazione è particolarmente accentuata in un mondo competitivo pervaso da sistemi digitali, le cui potenzialità sono teoricamente infinite, perché la progettazione di funzionalità e di obiettivi al fine di andare incontro a demand requirements su mercati globalizzati non ha altri limiti che la knowledge base degli agenti (individuali e collettivi). Anzi, le strutture connettive odierne consentono di ampliare al massimo il potenziale di azione, proprio grazie ai circuiti di feedback a varia scala, resi oggi possibili dalle design rules e dalle configurazioni modulari, che permettono di creare una varietà di sistemi (micro e macro) grazie ad una serie di effetti decisamente positivi: costi di progettazione ridotti e distribuiti su un set variegato di entità; oneri computazionali diffusi e non concentrati, anche se ovviamente si pongono problemi di verifica della congruenza socio-tecnica durante e dopo l’elaborazione progettuale e la realizzazione decentrata.

Possiamo sintetizzare l’insieme dei punti evidenziati con la tendenza verso l’emergere di eco-sistemi digitali, a indicare insiemi dinamici di unità che creano sistemi interattivi finalizzati a progetti, funzioni, componenti di sistema per assetti territoriali, settori e filiere produttive. Si tratta, in sostanza, di reti variabili di imprese, unità del terziario e del manifatturiero profondamente ridefinito, segmenti di domanda, istituzioni che interagiscono per creare valore attraverso attività congiunte. Nell’ambiente tecno-economico incerto e imprevedibile occorre innovare e inventare prodotti e tecnologie con una frequenza relativamente alta, cercando di captare o generando direttamente nuovi segnali e impulsi di cambiamento. Diviene quindi essenziale innovare il proprio modello di business, definito su basi individuali e collettive in forma di eco-sistemi, cioè set di entità interattive nell’ambito di partnership strategico-progettuali. Per modello di business si intende “un sistema di attività connesse e interdipendenti, per determinare il modo in cui un’impresa può avere successo con i suoi clienti, partner, venditori” (Amitt e Zott, 2002). In breve il modello di business è un insieme organizzato di attività, guidate in modo tale da generare output congruenti con i demand requirements: nel nostro caso uno strumento di notevole interesse per il loro funzionamento è la creazione di una piattaforma tecnologica, che consente ad una pluralità di attori di sviluppare interazioni, inventare nuove combinazioni di attività-processi-output, e formulare originali modelli di business.

Rispetto alle necessità espresse dalle imprese del settore tessile lo sviluppo del Portale Arianna ha seguito un approccio di integrazione debole per l’identificazione di moduli verticali e la spinta innovativa di realizzare un’integrazione organica tra gli stessi all’interno della piattaforma del progetto. Questo hanno permesso di mantenere la possibilità di utilizzare moduli software sia singolarmente (stand alone), che in relazione sistemica (congiuntamente agli altri moduli software inseriti nel progetto Arianna).

La scelta della “modularità” ha permesso di sviluppare ciascuno dei moduli partendo dal linguaggio e dal codice che già poteva renderli autoconsistenti e allo stesso tempo di riorientare il progetto verso un’integrazione la cui realizzazione ha permesso uno sviluppo graduale e modulare.

Lo sviluppo dell’attività progettuale può essere suddivisa in tre momenti principali:

1)      L’individuazione delle necessità della filiera e la definizione degli obiettivi conoscitivo-strategici cui il cui il portale Arianna avrebbe dovuto tendere

2)      La definizione dei requisiti tecnici, funzionali e non funzionali, necessari a definire l’operatività dei moduli conoscitivi che la piattaforma avrebbe ospitato e l’interoperabilità tra questi e la Piattaforma

3)      La simulazione di scenari pilota direttamente con imprese della filiera in cui testare, correggere e validare il prototipo Arianna e le sue componenti.

 

Trasversalmente si è sviluppata, di concerto tra i partner, l’individuazione delle funzioni e delle necessità di tipo conoscitivo che avrebbero fornito alla BI la capacità di indirizzo sopra descritta.

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