Scenario della filiera di subfornitura del lanificio

 

La filiera produttiva a monte del lanificio è ancora basata sul rapporto personale. E questo risulta ancora più importante con l’accorciamento dei tempi. Una volta si tendeva a fare magazzino almeno con del tessuto greggio ma oggi è molto più rischioso, sia in termini di immobilizzo che a causa dell’imprevedibilità del mercato. Non si cerca più neanche di tenere filati a stock. I terzisti del lanificio sono chiamati a fare dei tour de force tali (con tessiture e filature che alternano fasi di stasi a fine settimana in cui lavorano su tre turni), che solo una reciproca fiducia con il lanificio riesce a mantenere solido il rapporto. Nei casi dei clienti “pronto moda”, sapendo quanto saranno brevi e tassativi i termini di consegna imposti del cliente, il lanificio cerca di selezionare i terzisti e pre-allertarli già quando riceve l’ordine del campione. Per i clienti che lavorano sul “programmato” non si coinvolgono i subfornitori se non in prossimità dell’ordine. In generale, quando arriva l’ordine, non c’è il tempo di fare confronti di tempi e prezzi con più terzisti. Il lanificio pratese preferisce in genere restare fedele al subfornitore pre-allertato, confidando che nel frattempo si sia organizzato per rispondere e consegnare in maniera molto rapida, ed eventualmente condividere con lui lo sconto che viene sistematicamente imposto dal cliente.

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